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INFORMAZIONI > Territorio

Territorio

Posizione geografica : Comune situato al confine nord-occidentale della regione Emilia Romagna, a pochi chilometri da Lombardia e Liguria.
Tale zona si pone nella medio-alta Val Trebbia.
Il comune di Corte Brugnatella si estende su una superficie di oltre 46 km quadrati lungo il medio corso del fiume Trebbia, proprio dove questo riceve le acque del torrente Aveto.
Un territorio modellato dal fiume che offre spettacoli naturali tra i più belli di tutto l'Appennino.
Il Trebbia è uno dei maggiori affluenti del Po', nasce dal Monte Antola in Liguria e dopo un percorso di 118 Km si getta nel Po' nei pressi di Piacenza.
Da Marsaglia a Bobbio vi è il tratto più bello del Trebbia di tutta la valle, giù, in basso, il Trebbia si snoda come un gigantesco serpente azzurro che costringe l'acqua ad un percorso contorto.

Territorio : Il nome Corte Brugnatella ha origini molto antiche, in quanto la Corte Brugnatella prese il suo nome dai BRUGNATELLI, nobile famiglia signora del Borgo di Brugnello, poche case e una chiesetta a picco su una roccia ai piedi della quale scorre il fiume Trebbia.
Ma la denominazione di Corte Brugnatella non indica una località vera e
propria, ma l'insieme di MARSAGLIA, il centro più importante e popolato
e delle altre frazioni:
Brugnello, prima sede del Comune e borgo caratteristico, mantenuto ancora oggi in stile medievale.
Il borgo costituisce un punto panoramico sul Trebbia che non ha eguali.
Il castello che sorgeva su questa altura è ridotto a pochi resti; accanto ad essi sorge la chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano, patroni dei medici, alla quale un generoso pittore ha donato il suo "Cristo".
Si intuisce comunque che doveva essere una fortificazione ben protetta e inattaccabile dal lato del fiume;
Confiente, antica cella monastica di S. Colombano di Bobbio, già sede comunale ai principi del novecento.
Il nome di questo paesino, situato a monte di Marsaglia, deriva dal latino "Ad Confluentiam", cioè alla confluenza del torrente Aveto con il fiume Trebbia.
Essa è riportata sullo stemma comunale; sulla sponda opposta del Trebbia, è stata scoperta, recentemente, una antica salina , risalente al 1200;
Lago, appartenente al monastero di S. Colombano.
Oggi si possono guardare solo le rovine di un antico castello detto "del Lago" o "dei Balbi" sorto per opera dei Malaspina nel XIV secolo.
Questo castello è ricordato per la prima volta nel "registrum magnum" del comune di Piacenza;
Carana, anch'essa fu cella monastica di proprietà del monastero di San Colombano , già presente nel X secolo.
Sorge in una posizione strategica a guardia della strada che da Bobbio conduceva verso la Liguria.
Già nella prima metà del XII secolo venne fortificata e vi è testimoniato un
castello di proprietà del monastero, che aveva il diritto di riscuotere il
pedaggio sulla strada della Val Trebbia.
Dell'antica fortezza oggi non resta nulla;
Poggio-Villeri, antico villaggio dove su di un'altura, in posizione strategica, sorgono le poche abitazioni, alcune collegate tra loro e disposte a formare una sorta di aia.
Tra queste vi è una casa-torre con i caratteristici sedili per le sentinelle posti di fianco alle finestre.
Non è casuale, quindi, che questo luogo si chiami Poggio Villeri.
Il nome originario era Villolae e come tale compare nell'Adbreviatio del Monastero di S.Colombano datato 862, dove viene indicato come cella monastica.
Il piccolo oratorio, che risale al XVII secolo e dedicato a S.Carlo, come testimonia la presenza di una caratteristica statua risalente al 1632, ha da tempo perso la sua funzione originaria.
Non deve stupire il fatto che in un luogo così difficile da raggiungere e così poco noto siano presenti edifici di una certa importanza storica, quali la casa-torre e l'oratorio; infatti sino a non molti decenni or sono Poggio Villeri rappresentava un importante luogo di passaggio;
Montarsolo, località situata a 710 m. di altitudine e posta sopra al paese di Lenzino, sulla riva sinistra del Trebbia, in origine vi era un castello di cui non si conosce il fondatore, costruito nella seconda metà del XII sec.
Viene ricordato per la prima volta nel diploma di Federico Barbarossa del 1164.
La fortezza, presente ancora nel decennio scorso, anche se in ottime condizioni, è stata poi demolita.
Annesso al castello vi era l'oratorio, di piccole dimensioni, già presente nel 1671, dedicato a Sant'Antonio da Padova.
L'oratorio ha subito molti rifacimenti, anche recentemente;
Pieve , è possibile ammirare il Santuario della Madonna dell'Aiuto, risalente al 1400 e il bosco di roverella secolari, tra le quali spicca la "Rovere Grossa", una roverella plurisecolare dalle dimensioni eccezionali.
Si tratta di un esemplare arboreo segnalato tra gli alberi da salvare dell'Emilia Romagna;



Ozzola, comprende diversi paesi: Metteglia, Castelvetto, Fossoli, Tortaro, Lupi, Colla, Botteri, Bazzini, Casaldrino.
Da ammirare è l'antica chiesa parrocchiale di Ozzola dedicata a Sant'Antonino, i cui lavori iniziarono nel 1475, costruita sui resti di un'antichissima chiesetta e utilizzando ciò che rimaneva di un antico castelletto posto nelle vicinanze, forse ove oggi sorge il cimitero.
Nella chiesa esistono, abbastanza ben conservati, affreschi del Lanfranco;





Metteglia Castelvetto


Lupi Botteri


Bazzini Casaldrino

e inoltre Pietranera, Rossarola, La Cà di Lago, Robecco, Poggio Rondino, Bedo, Collegio, Rovaiola, Lenzino e Sanguineto.

Rossarola Sanguineto

Marsaglia, capoluogo del comune e sede del municipio e delle altre strutture pubbliche, si trova in un punto in cui la valle del Trebbia, prima stretta e scoscesa, si allarga in un'ampia conca in uno dei tratti più suggestivi del fiume Trebbia.
Essa è un abitato a vocazione turistica, maggiore centro di questo Comune, non ricco di monumenti o edifici storici, tranne la Chiesa parrocchiale dei primi anni del '900, dedicata a San Giuseppe, con un originale campanile privo di pareti voluto da Don Federico Malacalza, parroco del paese per 35 anni.
A monte della parte nuova si trova il nucleo storico del paese, lambito dal torrente Corderezza e costituito da caratteristiche costruzioni in sasso, coperte da lastre di ardesia, addossate le une alle altre e separate da anguste viuzze pavimentate in ciottoli.

Viabilità : Marsaglia sorge lungo la statale 45.
Qui si può scegliere se continuare a seguire la SS 45 che, attraverso il passo della Scoffera, porta a Genova, oppure deviare sulla SS 586 della Val d'Aveto che porta a Chiavari.
In passato le due vallate ebbero la funzione di collegamento tra la Pianura Padana ed il mare.
Questi abitati controllavano il flusso delle carovane mercantili e delle comitive di pellegrini.
Per arrivare a Marsaglia bisogna percorrere: da Piacenza km 55; da Bobbio km 9; da Ferriere (Val Nure) km 25; da Ottone km 18; da Genova km 87; da Chiavari km 75.
Escursioni e gite :
- A Ferriere per strada attraverso Ozzola, Castelcanafurone, Brugneto, Passo
del Mercatello (mt. 1058, vasto paesaggio montano, panorama, possibilità
di gite sui monti circostanti), Grondone, Ferriere;
- A Brugnello per strada (uno dei borghi più suggestivi della Val Trebbia
con la chiesa su un roccione a strapiombo sul fiume Trebbia e diverse
vecchie case in pietra);
- A S. Stefano d'Aveto per strada attraverso Salsominore (paesaggio
montano stupendo, acque medicinali), Ruffinati (piccola centrale elettrica),
Cattaragna, Castagnola (villaggio dall'architettura ligure con il mulino
restaurato), Boschi, Torrio, Rezzoaglio, con la strada che si stacca sulla
sinistra per Santo Stefano d'Aveto (località di villeggiatura estiva e invernale
in territorio genovese con moderno impianto di risalita sui fianchi del
monte Bue); il ritorno può essere variato attraverso il Passo del Tomarlo,
dello Zavallo, Selva, Ferriere.

Itinerari caratteristici : Marsaglia si raggiunge percorrendo la SS 45 da Piacenza o da Genova.
Superato il ponte sul Trebbia (direzione Genova), si può prendere, sulla destra, il bivio che conduce a Brugnello, la strada è molto stretta e formata da tornanti (percorso di 2 km ca.).
Da Brugnello si possono raggiungere, a piedi, attraverso un sentiero fra
campi e boschi, i villaggi di Pietranera(completamente abbandonata dai suoi abitanti) e Carana, situata ai piedi dell'omonimo Bricco.


L'oratorio di Carana e il "Bricco"
Pietranera

Queste frazioni del comune di Corte Brugnatella sono raggiungibili anche percorrendo la SS 45 in auto, in direzione Genova fino alla casa cantoniera. Questo percorso è ricco di bellezze naturali, formate dagli spettacolari meandri del Trebbia.
Superato il villaggio di Lago, c'è la deviazione per Pietranera e Carana; da qui, si può raggiungere Bobbio attraverso una antica strada, vecchio collegamento fra Pianura Padana e Liguria.
Questo percorso consente una vista panoramica del Trebbia dall'alto.
Un altro percorso escursionistico interessante, è quello tracciato dalla "Antica via dei Guadi" , progetto proposto da Associazione Fattorie didattiche e Associazione per lo Sviluppo compatibile (ASC) delle alte valli piacentine; sponsorizzato dall'Amministrazione provinciale e progettato dalla Comunità Montana dell'Appennino piacentino.
L'Antica via dei Guadi consiste in un itinerario percorribile a piedi e, in alcuni tratti, in mountain bike , suddiviso in 5 percorsi o tappe.
Questi itinerari servono per la riscoperta degli antichi percorsi, vie e mulattiere che risalivano le valli in percorsi a mezza costa o in crinale, evitando le gole e le pareti scoscese tipiche delle valli del Trebbia e dell'Aveto.
Dove la valle era più aperta, ed il fiume era meno impetuoso, i percorsi prevedevano il guado del fiume.
Il guado più importante, si trova nel comune di Corte Brugnatella, è quello della confluenza Aveto-Trebbia.
In epoche lontane esso permetteva di raggiungere il territorio di Cerignale e
la Val Trebbia ed anche la Val d'Aveto dopo avere raggiunto Casale.
Il "percorso C" dell'Antica via dei guadi si svolge nel territorio di Corte Brugnatella: da Bobbio alla confluenza attraverso l'antica strada di Carana passando per Brugnello.

Cenni storici : Le zone oggi appartenenti al territorio di Corte Brugnatella, forse, erano già abitate in epoca neolitica (5000-2300 a.c.).
L'uomo era, certamente, presente qui nell'età del bronzo; è all'inizio dell'età del ferro, (1100 a.c.) che si è insediato nel territorio il popolo dei Liguri.
Questa popolazione viveva di pastorizia e agricoltura, non praticava commercio e baratto; essi abitavano in capanne di legno.
Nel 218 a.c. i Romani fondarono Piacenza, nel territorio circostante i Liguri furono soppiantati dai Galli.
Fin dall'epoca dei Liguri attraversava il territorio di Corte Brugnatella un intreccio di mulattiere e sentieri ricalcato in seguito dal "caminus genue", ovvero la via del sale, dell'olio e della legna, che i mercanti piacentini percorrevano per portare al mare, a dorso di mulo, le loro merci.
Notizie attendibili sulle origini della Corte Brugnatella, risalgono all'epoca longobarda (580 d.c. ca.).
In quel periodo, sembra, che a Brugnello, fosse stata costituita una Corte reale .
Il sistema curtense, tipicamente feudale è mantenuto anche durante la dominazione dei Franchi.
Presso l'archivio di Bobbio, è ancora conservato un documento riguardante un certo Breno, definito qui come il capo della Corte.
Egli era un capitano del popolo dei Franchi, ritiratosi in questa parte della Val Trebbia dopo essere stato ferito in battaglia.
Breno è identificato capostipite dei Brugnatelli, famiglia dominante, su Brugnello e sulle zone limitrofe, per lungo tempo.
Il villaggio, prima di essere Brugnello, era denominato "Corte Brenadella".
I monaci di S, Colombano di Bobbio influenzano questa parte di vallata; infatti dopo l'850 cominciano a sorgere diverse celle monastiche e centri di preghiera e di meditazione, i monaci iniziano il dissodamento dei campi per renderli coltivabili.
Dopo l'anno 1000, i Brugnatelli danno vita ad una fortificazione di cui, oggi, restano poche tracce.
Attorno al 1100 prende importanza la famiglia Malaspina che ha fra i suoi
possedimenti, parte di Brugnello.
Federico Barbarossa, re ed imperatore, attraverso il famoso diploma del 1164, concede terre e borghi dell'alta Val Trebbia, della Val d'Aveto e della Val Staffora alla famiglia genovese dei Malaspina.
Brugnello vi è menzionata poiché il castello viene concesso solo per tre quarti ai Malaspina e solo un quarto ai Brugnatelli.
Nel 1361 il castello di Brugnello ed altre fortificazioni, vengono cedute a Galeazzo Visconti, duca di Milano.
Nel 1367 il fondo di Brugnello viene affidato a Simone da Novanton della Savoia (lo scudiero verde).
Nel 1436 è nominato Feudatario di Bobbio Luigi Dal Verme che diviene anche signore di Brugnello.
Attorno al 1500 si forma il piccolo borgo di Marsaglia, l'odierna "Marsaglia vecchia".
Nel 1559 la Val Trebbia passa prima sotto il dominio francese e poi sotto quello spagnolo che durerà sino al 1713.
Dal 1713 al 1746 anche queste zone sono sotto la dominazione austriaca di Maria Teresa, poi faranno parte del Regno di Sardegna, mentre il territorio di Bobbio, sino al 1814 appartiene ai possedimenti di Napoleone Bonaparte .
Dopo questa data Bobbio diviene provincia che racchiude nel suo territorio anche Corte Brugnatella.
Nel 1920 il comune, sotto la provincia di Pavia, conta 1200 abitanti, suddivisi fra le parrocchie di Brugnello e di Pieve di Montarsolo.
A Marsaglia la Chiesa viene costruita fra il 1912 e il 1916, solo nel 1929 la sede parrocchiale è trasferita da Brugnello a Marsaglia.
E' in questo periodo che inizia lo sviluppo del nuovo centro abitato, accanto al fiume.
Nel 1923 Corte Brugnatella passa alla provincia di Piacenza.
Nel 1982 il Comune decide di dotarsi dello stemma civico e del gonfalone comunale.

Natura : I corsi d'acqua si avventurano tra le montagne ammantate di verde, le acque corrono impetuose fra pareti scoscese, orridi e strapiombi, formando anse e meandri.
In alcuni tratti il fiume pare volgere indietro il suo corso.
Sono un esempio unico in tutto il territorio nazionale i meandri incastrati e
l'orrido su cui sorge la chiesa di Brugnello.
La zona è ricca di verde per la prevalenza delle aree boschive su quelle coltivate.
Alle altitudini minori si sviluppano boschi di rovere, carpine, frassino, acero e castagno, mentre alle quote più alte si trovano i faggi.
Prati e pascoli vanno riducendosi sempre più.
L'aria è salubre, il cielo sempre terso, il clima dolce e temperato.
Il sottobosco è ricco di bucaneve, narcisi, viole, pervinche, tulipani selvatici, orchidee, tra le felci spiccano il giglio rosso e il giglio martagone.
Molti animali popolano le montagne, tra questi volpi, faine, donnole, caprioli e i numerosi rapaci, tra cui l'aquila.
Sono presenti sul territorio sorgenti salsoiodiche, acque fossili di un mare scomparso.



Le piene del torrente Aveto hanno di recente riportato alla luce un'antica salina poco a monte della confluenza con il fiume Trebbia.
L'avvicendarsi delle stagioni offre spettacoli incantevoli, in inverno le sagome scure degli alberi rinsecchiti risalta sul bianco della neve, l'acqua gelida e turchina scorre tra le rocce che scendono dalle due sponde fino quasi a toccarsi.
Le macchie degli alberi fioriti spiccano sul verde tenue della primavera, in estate trionfa il verde in tutte le sfumature.
L'autunno è un tripudio di vivaci colori e romantici giochi di luce.

Sport : Il fiume Trebbia e la sua valle sono i luoghi ideali per praticare le attività sportive che vogliono un ambiente naturale, suggestivo e ben salvaguardato.
Per la pratica di questi sport a stretto contatto con la natura della Val Trebbia, è nato, qualche anno fa, a Marsaglia il centro di sport Out Door "SPORTS IN OPEN SPACE", l'amore per lo sport e la natura sono gli ingredienti indispensabili per le esperte guide di questo staff, che si propone di coinvolgere giovani e adulti in entusiasmanti e indimenticabili esperienze sportive.
Qui si insegnano e si praticano : CANOA , CANYONING, KAYAK, RAFTING, MOUNTAIN BIKE, ARRAMPICATA …
Il centro sportivo Sports in open space invita turisti e appassionati a visitare il fiume incastonato fra storia e paesaggio.
Le acque del Trebbia sono fra le più pulite d'Italia, quindi, sono l'ideale per praticare queste attività "out door".
Per molte persone, i nomi "anglo-americani", assegnati a questi tipi di sport, sono anonimi; per altre, sono denominazioni date a quelle attività sportive estreme, adatte a pochi avventurosi.
Per conoscerli meglio, li esaminiamo in modo un po' più approfondito:
- CANYONING o torrentismo, sport adatto a chi ha una buona confidenza con l'acqua e non soffre di vertigini.
Per avvicinarsi a questo sport, è buona cosa fare affidamento su persone esperte.
Il canyoning è la disciplina out door emergente .
Questa attività sportiva consiste nel discendere a piedi dei canyon scavati dall'acqua in quei torrenti che non presentano rive percorribili ma versanti verticali a portata d'acqua ridotta.
Procedendo lungo il torrente il percorso si sviluppa in camminate, disarrampicate, nuotate, calate sotto le cascate, tuffi, scivoli e toboga.
A ogni dislivello si valutano le caratteristiche e si sceglie la tecnica opportuna con cui proseguire.
Si possono utilizzare tecniche alpinistiche di discesa in corda nei tratti più difficoltosi, mentre dove le acque del fiume sono meno impervie si ci può anche tuffare…
Dove, invece, l'acqua con il suo scorrere ha creato rocce molto scivolose, non resta che sedersi sulla roccia e farsi trasportare scivolando (toboga)….
- KAYAK, sport che ci fa vedere il fiume dall'interno e ci permette di scoprire angoli nascosti ed insenatura accessibili solo dal fiume.
Fare sport in un ambiente incontaminato trasmette sensazioni rare, introvabili nella quotidiana vita frenetica cittadina.
Anche questa disciplina sportiva è considerata, da molti, pericolosa.
Certamente il fiume non va sottovalutato, va capito attraverso le proprie conoscenze.
Per avvicinarsi al kayak è utile appoggiarsi ad una scuola di professionisti; queste scuole insegnano le tecniche di nuoto nel fiume (per affrontare un eventuale ribaltamento) ed inoltre, forniscono le attrezzature e l'abbigliamento tecnico.
- RAFTING, si tratta di discendere le acque limpide dei fiumi Trebbia e Aveto, nella stagione primaverile a bordo di un "RAFT" e durante la stagione estiva entrano in gioco le canoe "SIT on TOP" (Sports in open space è stato il primo ad introdurle in Italia), imbarcazioni maneggevoli e sicure.
- M T B, la mountain bike è uno strumento unico per scoprire le bellezze di queste valli.
Pedalate lente e veloci, impegnative o rilassate.
Tutto questo in una stupenda cornice paesaggistica.

- OUT DOOR XP, il centro offre delle vere out door experience , cioè pacchetti multigiorno multisport per vivere più a fondo l'esperienza con i colori, i sapori e la natura delle nostre valli.
Nel periodo estivo, lungo il fiume Trebbia, è molto diffusa la balneazione, si può fare il bagno in acque pulite e prendere il sole in tutta tranquillità.
Le acque del fiume sono ricche di cavedani, barde, alborelle e soprattutto
trote e temoli, prede ambite da pescatori provenienti da tutta Italia, attirati
dalla qualità pregiata della fauna idrica.

Un evento sportivo importante è la marcia "Brugnello e i suoi sentieri" che si svolge a Marsaglia da ormai 10 anni.
Si tratta di una manifestazione podistica non competitiva a carattere nazionale ed internazionale, a passo libero, aperta a tutti, valida per il Concorso Nazionale Fiasp Piede alato e Concorsi internazionali IVV.
La marcia si svolge la seconda domenica del mese di luglio su percorsi di : 4, 7, 10, 18 Km ed è organizzata dal G.S. Marsaglia in collaborazione con Pro-loco e Comune.

Gastronomia : Come in molte altre parti della valle si pratica l'apicoltura, le tecniche, che sono adeguate ai tempi, hanno portato le produzioni di miele ad elevati standard qualitativi.
Un tempo l'alveare era ricavato da un semplice tronco di castagno cavo all'interno.
Per raccogliere il miele spesso si doveva quasi ammazzare tutto lo sciame, ora si preleva solo la parte che non serve al loro sostentamento invernale.
Le successive fasi di estrazione per centrifugazione e di filtrazione avvengono in ambienti sterili.
Qualche cultore della produzione casearia ancora resiste su questi monti, produce ottimi e diversificati tipi di formaggio , naturalmente le attrezzature e le metodologie sono imposte da ferree disciplinari.
Il latte, intero, viene prima pastorizzato a 70°, poi messo a cagliare con caglio prodotto da una rinomata casa artigianale bobbiese.
Dopo la frangitura la toma viene posta nelle forme, dal residuo siero si producono ottime ricotte.
Nella parte alta del comune il territorio si presta all'allevamento dei bovini, diverse sono le stalle che ancora producono latte, purtroppo solo una
minima parte viene lavorata in loco, nell'alta valle è indispensabile un caseificio.
I pochi campi rimasti sono coltivati a frumento e foraggio e spesso lavorati a mano perché troppo piccoli per le grandi macchine moderne.
In alcune località anche la trebbiatura si svolge come un tempo sull'aia.
Un tempo il grano veniva macinato a pietra, con la farina si preparava il pane una volta alla settimana per tutta la famiglia.
Nei ristoranti locali si possono gustare le genuine ricette tradizionali.
Nelle zone soleggiate si trova qualche piccolo vigneto, che produce modeste quantità di vino dal gusto però inconfondibile.


Manifestazioni ed Eventi : Nella notte fra il trenta aprile ed il primo maggio di ogni anno, a Marsaglia e nelle frazioni, prende vita una delle più antiche trazioni della nostra montagna, che riscopre i valori più autentici della gente.
Il Calen di Maggio è una manifestazione fra le più popolari della cultura campestre di questi monti.
I motivi ispiratori del coro che, passando di casa in casa, porta allegria e augurio di prosperità, sono: l'arrivo della primavera, la voglia di vita di giovani e meno giovani e l'omaggio alla generosità.
E' un modo semplice per festeggiare la stagione migliore dell'anno, che per la campagna significa la rinascita dopo il riposo invernale.
L'usanza di celebrare l'arrivo del mese di maggio, è ancora molto diffusa in più parti d'Europa.
Questo rito ha origine pagane e si è tramandato nei secoli.
In Italia le feste di Calen di maggio si svilupparono durante il Rinascimento; il momento più significativo di queste cerimonie consisteva nel piantare l'albero del maggio, come fecondazione simbolica della terra.
Oggi, nel comune di Corte Brugnatella, lo svolgimento del Calen di Maggio è molto semplice: la sera del 30 aprile, un gruppo di persone segue i cantori ed i suonatori di piffero e fisarmonica attraverso le vie del paese, portando rami fioriti di maggiociondolo.
Davanti ad ogni casa la comitiva si ferma ed i cantori intonano in coro, un canto che, non solo inneggia il mese di maggio, ma invita gli abitanti delle case a offrire uova, cibi e bevande.
Da alcuni anni, la tradizione, è tornata viva anche nelle frazioni di Ozzola grazie ai giovani di Marsaglia e di Ozzola che, terminato il giro delle case nel capoluogo, a notte fonda, si dirigono nei paesini per festeggiare con le persone che abitano qui.
Il giro termina così dopo il mezzogiorno del primo di maggio.
A fine ottobre si ripete, da ormai più di trent'anni, la Festa del Salamino : tradizionale mostra mercato dei prodotti locali che richiama una grande folla di buongustai e amanti dei cibi genuini.
I commercianti del paese, assieme a Comune e Pro loco, preparano degli stands di prodotti tipici della vallata, nella piazza retrostante al municipio.
Il re della festa è, appunto, il salamino, servito in tanti modi diversi, con tutti i prodotti derivanti dalla macellazione del maiale, una tradizione legata al metodo dell'uccisione del maiale che si celebrava un tempo all'arrivo dei primi freddi nei casolari.
Sui banchi si trovano anche altri prodotti tipici molto graditi come: miele genuino ed eccellente, formaggi tipici tra i quali figurano varie specialità oltre a quelli caserecci, le torte casalinghe, e poi i funghi che crescono in quantità all'ombra dei boschi, dai porcini, agli ovuli, ai chiodini.
Non mancano i prelibati tartufi neri e poi ci sono le castagne, cibo per eccellenza nelle zone montane nelle epoche passate.
Dopo aver assaggiato cotechini e salsiccia alla brace con il pane cotto nel forno a legna, è piacevole danzare sulle note della musica dei tempi andati.
In estate il paese si riempie di villeggianti; come intrattenere le calde serate estive di abitanti e turisti, se non con serate in musica?
A questo ci pensa la Pro loco, che per le sere d'estate organizza balli con orchestra nella piazza del paese (luglio e agosto).

Un evento fra i più attesi dell'estate, è la tradizionale Festa al Campo, che si svolge il 14 di agosto presso il campo sportivo di Ozzola sotto l'attenta organizzazione della pro loco ozzolana.
La serata è allietata da un orchestra, gli stands propongono cibi e bevande, molto apprezzati da tutti i partecipanti.


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